iper$e$$ualità

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Un team di ricerca dell’U.C.L.A. di Los Angeles ha cercato di inviduare le condizioni in cui si possano verificare casi di ipersessualità.

Secondo i ricercatori ci sarebbero prove scientifiche sufficienti perchè diventi una malattia psichica.

Il grupppo guidato da Rory Reid, ricercatore e insegnate di psichiatria presso il Semel Institute of Neuroscience and Human Behavior della Ucla; era composto da psichiatri, psicologi, terapisti di coppia ed assistenti sociali.

L’ipersessualità o sex addiction è stata associata a malattie psichiche definite senza sostanza; come la cleptomania, lo shopping compulsivo e il gioco d’azzardo.

Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Psichiatria dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano dichiara: “E’ una sorta di bulimia sessuale senza controllo, ma il meccanismo è identico a quello che si verifica con la dipendenza da droghe o alcol perché vengono attivate le stesse aree del cervello.
Due i comportamenti estremi: quello di chi abbraccia l’anoressia sessuale astenendosi del tutto da ogni attività legata al sesso e, all’opposto, coloro che non riescono a controllare l’impulso sessuale che è, però, del tutto scevro da emozioni e sentimenti. Come tutte le nuove patologie, la sex addiction sta a cavallo tra le dipendenze e i disturbi ossessivo-compulsivi. Ora questo studio rappresenta una prova importante che si tratta di un disturbo mentale vero e proprio e che prima o poi rientrerà, come le altre nuove dipendenze, nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).”

La ricerca è stata effettuata su un campione di 207 pazienti affetti da malattie mentali che cercavano aiuto per trovare una soluzione a questo problema o ad altri.

L’88% degli esaminati in cui sia stata riscontrata questa malattia è risultato sensibile ad un disturbo emozionale, inpace di gestire il proprio stato d’animo.

E’ stato attestato che il 17% dei casi almeno una volta ha perso il lavoro, il 39% ha dovuto cessare un rapporto sentimentale, il 28% ha preso una malattia sessuale e il 78% ha avuto varie problematiche nella propria vita sessuale.

Il 54% dei pazienti ha preso coscienza della malattia prima dei 18 anni ed il 30% tra i 19 e i 25 anni.

“Questo dato è molto interessante perché se da un lato ci dice che il problema insorge precocemente, dall’altro ci dà la possibilità di mettere in campo azioni preventive” sostiene Reid.

“Per questi pazienti il sesso diventa una vera e propria ossessione che controlla ogni aspetto della loro vita e che li fa sentire impotenti e incapaci di cambiare” conclude Mencacci.

Il numero dei casi è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni; grazie anche alla diffusione, sempre più ampia, in rete di contenuti pronografici .

I più coinvolti sono gli adolescenti.

In Italia, come dichiara il sessuologo Maurizio Bini, direttore del Centro riproduzione e dell’Osservatorio nazionale sull’identità di genere dell’ospedale Niguarda di Milano:

“Il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner. Un dato che colpisce e che molto spesso i genitori sottovalutano. Fino a poco tempo fa si stimava nel 60% la percentuale di giovani che praticavano la prima sessualità di coppia in età adolescenziale, questo valore ha subito significativi incrementi. Inoltre la rivoluzione informatica ha complicato le cose perché ha consentito nuovi percorsi. Il problema è che i genitori spesso non sanno che cosa fanno i giovani su internet. Ci sono nuove possibilità che lasciano tracce indelebili on line”.

Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva e docente all’università La Sapienza Roma afferma: “Il fenomeno è in aumento anche perché è molto facile l’accesso ai siti porno. Molti ragazzi tendono a considerare l’esistente come ‘lecito’ e normale: è una cosa che si fa, pensano, è un modo per diventare grandi, sono gli adulti stessi che propongono quelle immagini sul web, quindi che male c’è?. Oggi capita che anche un pre adolescente o un bambino si imbatta nei siti porno e ne resti turbato ed eccitato. Ovviamente, esposizione dopo esposizione, può diventare dipendente dalla pornografia. Molti ragazzini si convincono che bisogna aumentare il numero dei partner e la frequenza dei rapporti, che una sessualità “normale” non è eccitante. Uno studio di qualche tempo fa dimostra che sono sufficienti poche settimane di frequentazioni di siti porno perché un ragazzino minimizzi lo stupro, associ il sesso alla violenza e diventi refrattario ai programmi di educazione sessuale”.

net

Una recente statistica del sito pornografico YouPorn che analizza i dati dell’anno 2012; asserisce che Milano e Roma sono le città al mondo con il maggior numero di utenti che frequentano la piattaforma.

Seguono in ordine: Parigi, Londra, Berlino, Atene, Monaco, New York City, Messico City e Vienna.

La nazione al mondo con il maggior numero di visite è gli Stati Uniti d’America; seguono Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Canada.

Se solo si cercasse di capire cosa possa scatenare questa patologia – invece di cercare cure preventive - si noterebbe che tutta la società occidentale ruota attorno al sesso ed al denaro; un mix letale per chiunque non sia supportato da una solida e inconfutabile etica accompagnata da una salda educazione.

classifica

Fonte
Repubblica 12
BlogYouporn

1 commento

  1. [...] Fonte: Cribb10 [...]


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